L
Ayurveda ritiene che il corpo non debba trattenere alcuni fondamentali
bisogni fisiologici. Nella nostra cultura può apparire
bizzarro che non si debba imparare a porre un freno a questi
bisogni, eppure trattenerli provoca un alterazione di
Vata.

BISOGNI FISIOLOGICI DA NON REPRIMERE (dharanhya
ega)
Urine
Feci
Seme
Aria
Starnuto
Vomito
Rutto
Sbadiglio
Rabbia
Sete
Pianto
Sonno
Respiro
vata
Vata deriva da etere (luminosità)
e aria (secchezza), per cui Vata è impercettibile, luminoso,
mutevole, secco, freddo, ruvido, permea tutto, governa il movimento
del corpo e della mente, è responsabile del respiro nelle
due fasi inspirazione ed espirazione, dell'escrezione, del sistema
informativo del cervello, per cui dirige i processi cognitivi
del linguaggio, della sensibilità, del tatto, dell'udito,
dell'olfatto, regola le funzioni psicosomatiche del corpo e
quindi il legame fra sentimenti (ansia, paura, afflizione, coraggio,
ecc.) e le reazioni che essi producono sul corpo o sui singoli
organi del corpo, regola infine gli stimoli naturali, la circolazione
del sangue, il vigore sessuale, presiede infine alla formazione
del feto.
Vata controlla e mantiene tutte
le funzioni psichiche e regola l'attività gastro intestinale,
i processi mentali, e gli organi di senso.
Quando si squilibrano le funzioni
del corpo si alterano progressivamente in modo alternato, incostante,
ogni giorno diviene diverso dall'altro: il tratto gastro intestinale
si disturba (eccesso/mancanza di appetito - riduzione della
peristalsi) la mente si rende inattiva o iperattiva; la memoria
si altera e si confonde, gli organi di senso forniscono indicazioni
imprecise, improprie, alterate; la mente tiene desti (insonnia)
o procura uno stato di letargia; le emozioni diventano incontrollate.
Le persone con una preponderanza
di Vata nella loro costituzione sono tendenzialmente agili,
veloci, instabili nei movimenti, rapidi nell'agire, psicologicamente
sono tendenzialmente ansiosi, talvolta dominati da timori, da
sensi di irritazione, tollerano poco il freddo, che può
agire sulla loro irritabilità.
Il corpo ha segni caratteristici:
i capelli sono solitamente ruvidi, le unghie spesse, i vasi
sanguigni evidenti
Prima regola terapeutica per
controllare Vata. Riequilibrare con vitamine e minerali (Vata
depaupera l'organismo di vitamine), attuare una terapia corporea
(ridare il senso del corpo attarverso le mani del terapeuta)
finalizzata a modificare il flusso delle energie.
pitta
Pitta deriva dal fuoco e dall'acqua
e presenta le caretteristiche di caldo, piccante, acido, pepato,
con odore di carne. E' responsabile della vista, della fame
e della sete, della digestione, della regolazione del calore
del corpo, della morbidezza e della lucentezza del corpo, dell'
allegria, dell'intelligenza e del vigore sessuale.
Le persone con Pitta dominante
sono intolleranti al calore, hanno di solito il viso caldo.
gli organi delicati, un aspetto brillante, tendenza ad avere
nervi pigmentosi, lentiggini, brufoli, hanno fame e sete eccessiva,
mangiano frequentemente e di solito molto cibo, tendono ad emanare
cattivo odore alle ascelle, dalla bocca, e generalmente dal
corpo; sono intolleranti e poco resistenti.
Pitta digerisce le cose (metabolismo)
presiede all'equilibrio degli organi e all' equilibrio della
trasformazione, nella psiche controlla l'ideazione e nel fisico
la digestione, nella psiche la vivacità e nel fisico
la assimilazione, nella psiche il coraggio e nel fisico la termogenesi.
Quando Pitta è in equilibrio
si ha una buona digestione, una normale regolazione del calore
del corpo, una sete regolare, una vista buona, un intelletto
stimolato, attenzione alla disciplina del corpo e ai valori
dello spirito.
Quando Pitta è squilibrato
si ha una cattiva digestione, gonfiori allo stomaco, una temperatura
irregolare, una vista difettosa, la pelle infiammata, i capelli
ingrigiti precocemente, si è irritabili, soggetti a scatti
d'ira, e unabbandono della spiritualità.
Pitta si regolarizza con una
alimentazione controllata, con una introduzione di alimenti
a base di soya, con il rilassamento.
kapha
Kapha deriva da acqua e da terra,
è morbido, solido, opaco, dolce, rigido, freddo, pesante,
presiede all'intera struttura solida del corpo, all' untuosità,
alla fermezza e alla pesantezza, al vigore sessuale, alla forza,
alla perseveranza, psicologicamente aiuta il controllo, il ritegno
e presiede all'assenza di avidità.
Le persone con Kapha predominante
sono dotate di corpi stabili, compatti, con organi ben sviluppati,
con occhi chiari e carnagione chiara; sono ricche di vigore
e di secrezioni sessuali, tendenzialmente sono piuttosto pigre
nell agire, nel mangiare, nel parlare, poco puntuali,
generalmente disordinate, stabili nei movimenti, hanno poca
fame e poca sete, escrezioni moderate.
Kapha è inerzia, stasi,
immobilità, fornisce sostanza e sostegno, fermezza fisica
e psichica, dà stabilità al corpo e alla mente,
forza e vigore.
A Kapha aggravato si rimedia
con cibi pungenti, amari, astringenti, piccanti, aspri, con
la fomentazione (calore umido) emesi, esercizio fisico, dormire
poco.
|
ayurveda
ayur =
vita
veda = conoscenza conoscenza della vita
La diffusione dell Ayurveda
Soltanto con lo sviluppo del buddismo, a partire quindi dalla
vita di Siddharta Gautama (563-483), che si può cominciare
a sistematizzare la storia dell India, e quindi anche dell
Ayurveda.
Sappiamo soltanto che la prima civiltà che occupa la valle
dell Indo, Harappa, apparsa probabilmente intorno al IV
millennio A.C., venne soppiantata a metà del II millennio
A.C. dagli ariani, che portavano con sé i loro liberi sacri,
i Veda. Uno di questi l Atharva Veda conteneva quello che
sarebbe poi diventato l Ayurveda. Lo studio di questa disciplina
si consolida a cavallo fra II e I millennio e dà origine
a quella che potremmo chiamare la prima università Ayurvedica,
costituita nel territorio dell attuale Pakistan, vicino
a Rawalpindi. Qui vive e studia il medico Javaka che divenne così
celebre al suo tempo da divenire medico personale del re Bimhasara,
il quale, a sua volta lo incaricò di diventare medico personale
del Gautama, il Buddha.
A quel tempo, i principi fondamentali dell Ayurveda erano
già stati stabiliti: prevenire la malattia endogena e esogena,
promuovere la fertilità e il mantenimento della salute
fino alla più tarda età.ui vive s studia Qui
La conversione del re Ashoka al Buddismo, avvenuta nel III secolo
A.C. diede un forte impulso alla conoscenza e allo studio della
medicina, il re infatti aveva capito quale fosse la funzione sociale
della salute e fece di tutto per promuoverla costruendo ospedali
e incaricando i medici di recarsi nelle parti dell India
per avere una più ampia conoscenza della medicina, ed è
attraverso questo canale che l Ayurveda approda nell
isola di Sri Lanka, dove poi nel prosieguo del tempo, assumerà
una configurazione particolare, adattandosi infatti alle esigenze
ambientali dell isola, e rimanendo fortemente legata alla
tradizione buddista.
In India al contrario la tradizione buddista ebbe un arresto
intorno alla fine del I millennio D.C. Fino a quella data, l
ayurveda conobbe un lungo periodo di prosperità e di sviluppo,
e furono scritti i testi di base, che attraverso medici cinesi
che giungevano a studiarla, furono introdotti anche in Cina.
l invasione musulmana cominciata intorno alla metà
del X secolo D.C. pose termine a questa fase, e per fuggire all
intolleranza dei musulmani, molti medici si trasferirono in Nepal
e in Tibet, dove sfruttando le conoscenze mediche di quelle civiltà
diedero vita ad una medicina che faceva riferimento alle due culture,
l ayurveda tibetana.
Poco dopo però l Ayurveda tornò a riaffermarsi
e anzi fece proprie alcune acquisizione della medicina araba e
di quella greca, che a sua volta era stata acquisita da quella
araba, tanto che nel XVI secolo l Imperatore Akbar, dei
Mogul, ordinò la compilazione di un testo che contenesse
tutta la conoscenza indiana della medicina.
L invasione dei portoghesi prima e degli altri europei
dopo portò una con sé un giudizio molto negativo
nei confronti di una medicina appartenente ad una cultura considerata
inferiore a quella occidentale. La denigrazione e la diffamazione
dell Ayurveda, giunsero al culmine nel 1835, quando gli
inglesi ne impedirono la pratica in tutti i territori controllati
dalla Compagnia delle Indie. Rimase fuori praticamente soltanto
il territorio del Kerala, dove l Ayurveda continuò
ad essere praticata a livello popolare.
Alla fine del secolo tuttavia i tedeschi manifestarono un interesse,
meramente culturale per tutto il complesso della tradizione culturale
indiana, e fecero tradurre il testo di Susruta, la descrizione
delle tecniche di chirurgia del naso e dell orecchio, che
fu alla base delle moderne tecniche di rinoplastica, delle tecniche
di intervento sulla pelle, di operazione agli occhi per rimuovere
la cataratta, e per la rimozione di calcoli vescicali.
Da quel omento un lento progressivo interesse dell Occidente
per l Ayurveda cominciò a manifestarsi, fino a quando
tuttavia la riscoperta dell Ayurveda divenne punto di forza
per chi sosteneva le rivendicazioni nazionaliste dell India.
Da questo percorso di questi ultimi cento anni si sono evidenziate
in modo significativo due correnti dell Ayurveda, quella
che vuole mantenere una sua sostanziale ortodossia, e quella che
invece propugna una integrazione con la medicina allopatica, come
l Ayurveda di Sry Lanka. Buona parte dell Accademie
indiane pur mantenendo integra la conoscenza dell Ayurveda
antica, studiano il corpo umano secondo la concezione allopatica,
e si tende a privilegiare un approccio diagnostico e terapeutico
di tipo organicistico.
AYURVEDA
(conoscenza della vita - vita: il percorso che si situa fra
la nascita e la morte) non è propriamente una scienza
medica, infatti non si occupa soltanto della malattia, delle forme
di malattia e delle cure relative, ma si occupa dellesistenza
umana in generale in funzione di una migliore qualità della
vita e per promuovere la longevità.
Nel Charaka Samhita, il più antico testo
scritto in materia, risalente circa allinizio del VI secolo
A.C., lAyurveda viene così definita: ciò
che tratta del bene e del male, degli aspetti della vita felice
e infelice, di ciò che promuove o non promuove la vita.
E evidente da questa definizione che
lA. intende trattare di una unità imprescindibile
che è costituita da corpo mente e spirito, delle relazioni
fra vita psichica e vita fisica, e che intende la vita come la
risultante di una serie complessa di interrelazioni fra questi
tre aspetti della medesima unità.
Corpo e mente formano la parte fisica di un
essere che non può esistere tuttavia senza lanima.
Anima è una forma di energia, una parte
dellanima universale, e costituisce lio reale di un
individuo, ed è la causa della coscienza.
Il corpo del vivente non è dunque considerato
unentità indipendente: le attività biologiche,
mentali, spirituali, cosmiche, sono interdipendenti e intercorrelate.
Per questo motivo la cura di un disturbo o
di un malfunzionamento di un organo o di una parte del corpo deve
essere stabilita tenendo conto non solo dello stato generale del
corpo dellindividuo stesso, ma anche della sua sfera emotiva,
nonché del contesto sociale culturale spirituale nel quale
lindividuo vive.
Secondo lA. la cura di un disturbo consiste
nel ritrovare larmonia con se stessi e con il proprio ambiente.
Nel concezione olistica dellA., tutti
gli organi del corpo sono parte di un insieme, quindi quando si
verifica uno scompenso in uno, in realtà di scompensa tutto
lorganismo, e lA. ricerca le cause non tanto del cattivo
funzionamento di quellorgano, ma piuttosto le cause del
disequilibrio energetico che si manifesta, in quel momento, attraverso
il cattivo funzionamento di quellorgano.
L'A non è una terapia, non è
una forma di medicina, non è una indagine sul funzionamento
del corpo e sui suoi meccanismi.
E' una via di vita: dice cosa bisogna fare
per amare i singoli organi e tutto il corpo insieme
L'A. è un modo di istruire noi stessi,
chi ci circonda, la società intorno a noi sul modo di non
ammalarsi e di riconoscere il messaggio della malattia se si è
già ammalati e di avviare la via della guarigione.
Secondo l'A. non è possibile attuare
una terapia senza avviare uno stile di vita olistico. Per vivere
secondo questo stile di vita bisogna imparare a vivere con il
ritmo cosmico.
LAyurveda dà una grande importanza
allo sforzo personale nel raggiungere la buona salute, nel rendere
la vita piacevole, e nell' attivare tutti i modi utile ad allungare
larco della vita.
Longevità e qualità della
vita dipendono da due fattori:
a) daiva, che sono le azioni (o Karma)
da noi eseguite nelle vite precedenti
b) purushakara che sono le azioni compiute in questa vita
Ogni creatura vivente delluniverso ha
una sua propria identità che la distingue da tutte le altre
creature soltanto nellorganizzazione fisica (corpo e mente)
determinata dal vario mescolarsi degli elementi di base presenti
nel cosmo: etere, aria, fuoco, acqua, terra. Gli elementi materiali
di base sono la sostanza eterna e da essi si origina il mondo
fisico; i cinque elementi si mescolano in modo specifico per dar
luogo alle diversità esistenti nel mondo fisico. Ogni essere
vivente rappresenta il cosmo nella sua microforma. Ogni essere
umano porta dunque in sé gli elementi di base del cosmo,
che combinandosi insieme danno origine alla vita nella sua forma
fisica e alla sua incessante trasformazione. Ogni individuo possiede
però una sua identità che è data da jiva,
lio indistruttibile, e per questo ogni individuo ha una
sua propria identità che lo distingue da tutti gli altri
individui. La condizione del Karma delineata nelle vite precedenti
determina la tipologia della forma della rinascita, nonché
loccasione contingente in cui essa avviene.
gli elementi materiali di base
CINQUE ELEMENTI PANCHA MAHABHUTA
ETERE ARIA FUOCO TERRA ACQUA
Ognuno di questi elementi possiede una sua
caratteristica cosmica e contestualmente ha una sede in una parte
del corpo umano
ETERE suono orecchio akhasha
ARIA pressíone-tatto pelle vaju
FUOCO luce e calore occhi tejas
ACQUA sapore-gusto lingua jala
TERRA odore naso pritvi
Ognuno di questi elementi si caratterizza con
una serie di attributi:
ETERE leggerezza, cedevolezza, duttilità
ARIA pressione, freddezza, ruvidità, aridità
FUOCO chiarezza, acidità
ACQUA fluidità, morbidezza, viscosità
TERRA solidità, pesantezza, lentezza
Le tre energie che dipendono dai cinque elementi
di base dellUniverso sono:
Vata che si origina dall'etere e dall'aria
Pitta che si origina dal fuoco e dall'acqua
Kapha che si origina dall' acqua e dalla terra.
Tutti gli avvenimenti naturali osservabili
allinterno delluniverso sono causati da una di queste
energie
la creazione si svolge sotto il controllo
di Pitta
il mantenimento sotto il controllo di Kapha
la distruzione sotto il controllo di Vata
Ogni individuo risulta dalla differente composizione
di queste energie, che combinandosi insieme danno vita ad un individuo
unico e irripetibile.
Per questo motivo non si può curare
se stessi (o gli altri) senza avere una profonda conoscenza della
costituzione di base, che si origina
dalla differente composizione energetica.
|
|