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Ayurveda ovvero scienza della vita

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AYURVEDA (conoscenza della vita - vita: il percorso che si situa fra la nascita e la morte) non è propriamente una scienza medica, infatti non si occupa soltanto della malattia, delle forme di malattia e delle cure relative, ma si occupa dell’esistenza umana in generale in funzione di una migliore qualità della vita e per promuovere la longevità.

Nel Charaka Samhita, il più antico testo scritto in materia,

risalente circa all’inizio del VI secolo A.C., l’Ayurveda viene così definita: “ciò che tratta del bene e del male, degli aspetti della vita felice e infelice, di ciò che promuove o non promuove la vita“.

E’ evidente da questa definizione che l’A. intende trattare di una unità imprescindibile che è costituita da corpo mente e spirito, delle relazioni fra vita psichica e vita fisica, e che intende la vita come la risultante di una serie complessa di interrelazioni fra questi tre aspetti della medesima unità.

Corpo e mente formano la parte fisica di un essere che non può esistere tuttavia senza l’anima.

Anima è una forma di energia, una parte dell’anima universale, e costituisce l’io reale di un individuo, ed è la causa della coscienza.

Il corpo del vivente non è dunque considerato un’entità indipendente: le attività biologiche, mentali, spirituali, cosmiche, sono interdipendenti e intercorrelate.

Per questo motivo la cura di un disturbo o di un malfunzionamento di un organo o di una parte del corpo deve essere stabilita tenendo conto non solo dello stato generale del corpo dell’individuo stesso, ma anche della sua sfera emotiva, nonché del contesto sociale culturale spirituale nel quale l’individuo vive.

Secondo l’A. la cura di un disturbo consiste nel ritrovare l’armonia con se stessi e con il proprio ambiente.

Nel concezione olistica dell’A., tutti gli organi del corpo sono parte di un insieme, quindi quando si verifica uno scompenso in uno, in realtà di scompensa tutto l’organismo, e l’A. ricerca le cause non tanto del cattivo funzionamento di quell’organo, ma piuttosto le cause del disequilibrio energetico che si manifesta, in quel momento, attraverso il cattivo funzionamento di quell’organo.

L'A non è una terapia, non è una forma di medicina, non è una indagine sul funzionamento del corpo e sui suoi meccanismi.

E' una via di vita: dice cosa bisogna fare per amare i singoli organi e tutto il corpo insieme

L'A. è un modo di istruire noi stessi, chi ci circonda, la società intorno a noi sul modo di non ammalarsi e di riconoscere il messaggio della malattia se si è già ammalati e di avviare la via della guarigione.

Secondo l'A. non è possibile attuare una terapia senza avviare uno stile di vita olistico. Per vivere secondo questo stile di vita bisogna imparare a vivere con il ritmo cosmico.

L’Ayurveda dà una grande importanza allo sforzo personale nel raggiungere la buona salute, nel rendere la vita piacevole, e nell' attivare tutti i modi utile ad allungare l’arco della vita.

Longevità e qualità della vita dipendono da due fattori:
a) daiva, che sono le azioni (o Karma) da noi eseguite nelle vite precedenti
b) purushakara che sono le azioni compiute in questa vita

Ogni creatura vivente dell’universo ha una sua propria identità che la distingue da tutte le altre creature soltanto nell’organizzazione fisica (corpo e mente) determinata dal vario mescolarsi degli elementi di base presenti nel cosmo: etere, aria, fuoco, acqua, terra. Gli elementi materiali di base sono la sostanza eterna e da essi si origina il mondo fisico; i cinque elementi si mescolano in modo specifico per dar luogo alle diversità esistenti nel mondo fisico. Ogni essere vivente rappresenta il cosmo nella sua microforma. Ogni essere umano porta dunque in sé gli elementi di base del cosmo, che combinandosi insieme danno origine alla vita nella sua forma fisica e alla sua incessante trasformazione. Ogni individuo possiede però una sua identità che è data da jiva, l’io indistruttibile, e per questo ogni individuo ha una sua propria identità che lo distingue da tutti gli altri individui. La condizione del Karma delineata nelle vite precedenti determina la tipologia della forma della rinascita, nonché l’occasione contingente in cui essa avviene.

 
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