MEDITAZIONE
La meditazione è una
tecnica per rilassare la mente dall ingorgo dei pensieri,
mantenendo una coscienza vigile. La meditazione ha lo scopo
di allontanarci per un certo tempo dal fiume di pensieri che
scorre incessantemente nella nostra mente. Il turbinio dei pensieri
costante ci lega al passato e al futuro, ed è costantemente
accompagnato da una serie di emozioni: preoccupazione, malinconia,
illusione, disillusione, rabbia, paura, e quindi ci coinvolge
profondamente. Questa incessante attività brucia energia
e ci stanca, e può portarci alla malattia, perché
non siamo più in condizione di recuperare quello che
consumiamo. Occorre dunque rallentare questa intensa attività
mentale.
Meditare è un modo per
ancorarci al presente, slegandoci dal passato e dal futuro,
aiutando la mente a rallentare la sua intensa attività
e a rilassarsi.
Meditare è un modo per
fissare la mente su un oggetto o una situazione o sulla ripetizione
di parole, allontanando così tutti gli altri pensieri.
Meditare è un
modo per ritornare al corpo, imparare a sentirlo, imparare a
percepire l automatismo del respiro, del battito cardiaco,
dei suoi movimenti, provando a scioglierne le tensioni, sbloccandolo
dal suo costante stato di ipervigilanza e difesa.
Respirare è
vivere
respirare e vivere.
La
respirazione è il più grande atto vitale. E' possibile
vivere giorni interi senza mangiare, senza bere, senza dormire,
è invece assolutamente impossibile vivere senza respirare.
Tutti i fenomeni vitali sono legati ai processi di ossidazione
e di riduzione, senza l' elemento ossigeno non può esistere
vita, senza respiro non c' è vita.
L' apporto di ossigeno è soltanto un aspetto collegato
alla respirazione, in quanto l' atto respiratorio comprende
anche l' emissione di CO2 (anidride carbonica ).
L' uomo deve imparare a respirare, per ossigenare meglio il
suo organismo, e questo è vero soprattutto oggi in Occidente,
dove, per motivi di progressivo affaticamento, la respirazione
è tendenzialmente contratta, a causa della rigidità
dell' arco diaframmatico.
Dobbiamo poi imparare a respirare meglio, perché la qualità
dell' aria che respiriamo è oggi scadente e invece di
favorire l' accrescimento alla resistenza alla malattia, tende
piuttosto a favorire il contagio e a diminuire la resistenza
alla malattia.
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Yoga
SHANK PRAKSHALANA
Secondo l Ayurveda nell intestino
risiede la causa di molte malattie e dell invecchiamento
precoce. Per questo motivo si pone così tanta attenzione
alla dieta, all alimentazione, alle periodiche stagionali
purificazioni del corpo e soprattutto dell intestino. Oggi
è comunque anche la scienza medica ufficiale a riconoscere
il ruolo fondamentale dell intestino nella genesi del percorso
salute e malattia, si può vedere a questo proposito il
numero di Focus 101, marzo 2001, dedicato appunto all intestino
Cè un cervello nella pancia, straordinaria scoperta
degli scienziati.
Soprattutto nei periodi di cambiamento stagionale,
è opportuno dedicarsi alla purificazione del corpo, e quindi
ad una buona pulizia dell intestino.
Una delle tecniche che hanno maggiore capacità
di operare una pulizia profonda è la tecnica di lavaggio
dell intestino e dello stomaco, chiamato Shank Prakshalana,
alla quale dedichiamo un approfondimento sia con un
corso breve per chi vuole partecipare nel nostro centro, sia
offrendo qualche indicazione ai nostri lettori.
Shank Prakshalana è un metodo semplice
che può essere praticato da soli, una volta ce si è
imparato a eseguirlo correttamente: esso prevede una breve preparazione,
lassunzione di acqua salata, lesecuzione di una serie
di asana. Con questo esercizio si ottiene una purificazione profonda
di tutto il circuito digestivo, dallo stomaco all ano, cosa
che non è possibile fare né con la purgazione né
con l enteroclisma.
Infatti l acqua ingerita viene canalizzata
grazie alla successione delle asana, fino alla sua rapida espulsione,
e si deve ripetere l esercizio fino a quando l acqua
non viene espulsa pulita così come è stata ingerita.
Per questo l esercisio si chiama Shak Prakshalana, che vuol
dire gesto della conchiglia, in quanto l acqua viene fatta
scorrere come nelle scanalature di una conchiglia.
Preparazione
Al mattino, a digiuno, è il momento
migliore per eseguire l esercizio che non dovrebbe richiedere
più di un ora di tempo.
Eseguire come preparazione per distendere corpo
e mente Surya Namaskar, quindi
bollire lacqua salata, nella proporzione di un cucchiaio
di sale per ogni litro di acqua; lacqua non deve essere
troppo poco salata perché verrebbe assorbita per osmosi
dalle pareti intestinali, né troppo salata perché
provocherebbe vomito e quindi non entrerebbe nel circuito completo.
Quando lacqua è ancora calda,
ma non più bollente, bere il primo bicchiere dacqua,
quindi compiere la successione delle
asana; bere quindi il secondo bicchiere di acqua, quindi ripetere
la successione delle asana, continuare così con la medesima
successione, fino a quando non sono stati ingeriti sei bicchieri,
quando si deve andare di corpo, con una prima evacuazione, di
solito formata da feci normali, quindi si sciacqua l ano
con acqua tiepida e si unge con olio di oliva o di sesamo, se
il sifone si è aperto si continua ad andare di corpo, oppure
si beve un altro bicchiere di acqua salata si comiono gli esercizi
e si torna al gabinetto. Di solito occorre bere da 10 a 15 bicchieri
di acqua a seconda della condizione dell intestino e dei
suoi ingombri.
Quando si comincia ad espellere lacqua
pulita si smette di bere, bisogna vincere la sete, e andare al
bagno fino a quando si sente lo stimolo, di solito la vicenda
si esaurisce nel giro di un ora. quindi bere tre bicchieri
di acqua tiepida non salata e provocheremo il vomito in modo da
pulire completamente lo stomaco e l esofago e interrompere
il circuito di espulsione
Quindi si deve riposare al caldo, dopo circa
mezzora si deve mangiare un po di riso, bollito in acqua
poca salata, piuttosto cotto, condito con burro e formaggio o
salsa di pomodoro, senza spezie piccanti, e complessivamente circa
50 gr di burro, compreso quello che abbiamo usato per condire
il riso. Solo a questo punto si può bere con moderazione
acqua per dissetarsi, oppure thé alla menta
Quindi si torna a riposare per il tempo che
si vuole.
Nell arco delle 24 ore dopo l esecuzione
dell esercio è proibito mangiare latte e latticini,
yoghourt verdura cruda, frutta, cibi acidi.
Di solito una volta che si è compiuta
questa pratica può essere che per un giorno o due non ci
sia bisogno di andare al bagno, quindi nessuna preoccupazione,
bisogna aspettare che si ricostituisca la scorta.
Alla sera del girn in cui si è eseguito
l esercizio è bene compire un pasto completo con
l uso di pane, riso o altro cereale, e verdura cotta, meglio
se a foglia verde, oppure una zuppa di verdura con riso, e volendo
un poco di formaggio a pasta dura.
Sarebbe bene eseguire Shank Prakshalana almeno
due volte l anno, al cambio stagionale appunto.
Per raggiungere la meta della calma, secondo
Patanjali, bisogna passare per otto stadi:
1. autodominio jama
2. dovere religioso nijama
3. posizioni asana
4. controllo del prana prana-jama
5. dominio dei sensi pratyakara
6. concentrazione (dominio della
mente) dharana
7. meditazione dhjana
8. estasi samadhi
JAMA autodominio consiste
nella giustizia verso tutti i viventi e nei giusti rapporti: Pietà,
indulgenza, amore, inoffensività, non rubare, castità,
generosità, rifiuto dei doni.
NIJAMA dovere religioso
Purezza interiore ed esteriore del pensiero e delle azioni, rifuggire
dalla lussuria, dalla sensualità, dalla vanità,
uniformarsi ai doveri religiosi della propria dottrina, amare
costantemente QUELLO\ il Dio, che ognuno ha maturato nella sua
collocazione in quello spazio e in quel tempo.
ASANA posizioni dominio
del corpo attraverso l assunzione di utili asana
PRANAJAMA dominare il prana
- respiro vitale - Seguire i metodi della respirazione psichica
e ritmica nelle sue tre fasi di ispirazione, ritenzione, espirazione.
PRATYAKARA dominio dei
sensi La volontà deve controllare i sensi staccarli dai
loro oggetti abituarsi a trasmutarli in funzioni psichiche.
DHARANA concentrazione
o dominio della mente. Mantenere la mente stabile e serena liberandola
dagli influssi dei sensi, dai desideri, dalle emozioni.
Si sconsigliano gli altri
tre livelli agli occidentali, che non hanno una formazione sufficiente
per gestirli:
DHJANA meditazione. Concentrare
la mente su un oggetto di conoscenza. Eliminare ogni altro pensiero.
Concentrarsi su Purusha o anima universale.
SAMADHI estasi o contemplazione
trascendentale. I mistici di ogni tempi e di ogni terra conoscono
questo stato di consapevolezza spirituale.
La mente non è l
anima, non è l essenza.
L essenza o spirito
Purusha è lo spirito e fra i suoi principi si trova la
materia tattva e la mente mana.
Mana, la mente riceve le
impressioni del mondo fenomenico tattva e ha la capacità
di esprimere queste impressioni.
Gli organi dei sensi producono
tutte le percezioni del mondo esterno che mana elabora in impressioni
e che vengono controllate attraverso il dominio della mente
Il dominio della mente
guida tutti gli organi dell azione, dei sensi, delle emozioni
e dell immaginazione.
I primi tre livelli jama
nijama asana sono dunque funzionali ad ottenere la prima fase
di dominio della mente e delle sue funzioni.
Prana è il principio
universale e il pranajama serve a controllare l energia
universale soprattutto nella sua forma di energia vitale, controllo
dunque della vita.
Il segreto del potere e
della possibilità di dominare tutte le altre forme di prana
dipende soprattutto dal dominio dell energia vitale, acquisto
in modo completo e profondo. Ma, prima di tutto dobbiamo dominare
il prana che si manifesta nel nostro corpo e nella nostra mente.
Da questo prana, piccola insenatura del grande oceano che è
il prana universale, dobbiamo cominciare a esercitare il nostro
controllo sul prana, che si manifesta nel nostro corpo e nella
nostra mente
Nel nostro corpo esiste
anche una forma più sottile di prana, oltre quella che
si manifesta nella nostra vitalità fisica, si tratta del
prana che si manifesta nell energia nervosa e nella azione
mentale.
Yoga è quella
condizione nella quale l' uomo è unito a Dio.
Le tecniche yoga formano una disciplina
grazie alla quale l' uomo si sforza di giungere a Dio.
Secondo la concezione induista ogni tecnica
praticata con assiduità e concentrazione può portare
a quel livello superiore di coscienza che corrisponde alla condizione
yoga.
Quattro tradizionalmente sono le principali
forme di Yoga:
1. ricerca intellettiva spinta oltre i limiti mentali ordinari
Jnana Yoga
2. amore diretto verso Dio Bhakti Yoga
3. concentrazione interiore Raja Yoga
4. azione disinteressata fatta per amore verso il Divino Karma
Yoga
Anche se queste quattro forme di Yoga sono
distinte le une dalle altre, non possono mai essere separate.
Hatha Yoga è una parte dello Yoga.
Hatha Yoga, considerata inizialmente come complementare del Raja
Yoga, ebbe presto una sua vita indipendente.
Hatha Yoga o yoga del corpo fisico nata all' interno del complesso
delle filosofia induiste, ebbe poi una sua vita, anche presso
altri popoli, e gode oggi di pieno successo in Occidente, proprio
perché ha lentamente staccato l' esercizio del corpo fisico
dal resto della riflessione che pure forma parte integrante dello
Yoga.
Tuttavia anche nel puro esercizio fisico, se è yoga, lo
è in quanto mantiene una sua componente di esercizio della
mente, che si ottiene attraverso il controllo del respiro. Non
è accettabile dunque un tipo di cosiddetta Hatha Yoga,
che prescinda da questo tipo di esercizio, a meno di non voler
spacciare un mero esercizio fisico, una sorta di ginnastica dolce,
per Yoga. E purtroppo questo accade in molti centri Yoga.
lo spirito dello hatha Yoga
Hatha Yoga è adatto a tutti, non è
una religione e la sua pratica non esige né presuppone
l' adesione a una particolare forma di dottrina o di filosofia.
Potrebbe, in termini occidentali, essere considerato una forma
di disciplina psicosomatica.
Pur essendo un insieme di tecniche, sarebbe un errore considerarla
solo come una disciplina tecnica.
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